Nel caso in cui la professione venga esercitata in forma autonoma presso uno spazio condiviso con altri professionisti sanitari, chi è il “titolare dello studio”? Cosa indicare nel campo “collaboratori”? E’ necessario riportare i dati degli altri professionisti?

Nel caso di esercizio dell’attività professionale in forma autonoma all’interno di uno spazio condiviso con altri professionisti sanitari, il riferimento al “titolare dello studio” presente nel modulo della Comunicazione di Inizio Attività deve essere inteso come riferito al/alla professionista titolare dell’attività professionale esercitata, e non al proprietario dell’unità immobiliare né al soggetto che gestisce lo spazio condiviso.

La titolarità si riferisce allo specifico spazio o alla stanza utilizzata dal/dalla professionista in forza di un autonomo rapporto contrattuale (ad esempio locazione, sublocazione, comodato o altro titolo idoneo).

Nel campo relativo ai “collaboratori” non devono essere indicati gli altri professionisti sanitari che operano nello stesso spazio in modo autonomo, in quanto non si tratta di collaboratori, ma di soggetti titolari di una propria attività professionale, esercitata in piena autonomia.

La nozione di “collaboratore” richiamata dalla normativa regionale si riferisce infatti a figure che operano nell’ambito dell’organizzazione dello studio sotto la responsabilità del titolare (es. eventuali persone addette alla segreteria) e non si applica ai professionisti autonomi dotati di propria partita IVA e di un rapporto contrattuale indipendente.

Di conseguenza, non è necessario riportare nella CIA i dati degli altri professionisti che condividono lo stesso immobile o spazio professionale, ferma restando l’autonoma responsabilità di ciascuno in ordine agli adempimenti previsti dalla normativa vigente, inclusa la presentazione della propria Comunicazione di Inizio Attività.