All’inizio di agosto,Bruce Springsteen ha annunciato in un videomessaggio per la maratona di beneficenza Pan-Mass Challenge, che il mieloma multiplo di sua moglie, la cantante Patti Scialfa, è in remissione, dopo otto anni dalla diagnosi. Lei stessa aveva raccontato della sua malattia, ma solo nel 2024.
La gestione di una malattia oncologica ha tempi estesi. Generalmente, all’inizio c’è il trauma della diagnosi, lo shock che frattura la continuità dell’esistenza e impone la sua presenza, diventa vertice. C’è poi la fase degli interventi clinici, la chirurgia quando è prescritta dal caso, i protocolli terapeutici della cura, poi - se la fase interventistica ha avuto buon esito - la fase dei controlli, con i relativi aggiustamenti clinici.
Dal punto di vista psicoemotivo, chi riceve una diagnosi di tumore deve gestire sentimenti molto complessi, tutti insieme: sconcerto, paura, speranza, fiducia, sfiducia - si è sottoposti a una grande prova di resistenza. I meccanismi psichici di difesa si attivano per contrastare l’angoscia, per tenere il fragile sistema sotto attacco sopra la linea di galleggiamento. C’è bisogno di molta energia per affrontare una malattia oncologica.
Frequentemente, i vissuti emotivi tornano disponibili alla coscienza quando la fase di allarme si è mitigata. Maria chiede un intervento di sostegno psiconcologico per una condizione di ansia estrema e pervasiva. Nel 2023 ha avuto un carcinoma mammario, che ha curato con l’intervento chirurgico e poi con la chemioterapia. Durante il primo anno della cura ci sono stati alcuni allarmi durante i controlli, che però si sono rivelati infondati. Ora sono passati tre anni dalla diagnosi, gli ultimi controlli sono stati rassicuranti, l’oncologa è ottimista, considera il suo caso un caso di successo. Maria però da un anno percepisce un’angoscia che sta diventando sempre più pervasiva. Nota segnali del corpo che rinnovano, amplificato, l’allarme: un dolore addominale o un mal di schiena possono toglierle il sonno e provocare un’attivazione ansiosa debilitante. Maria cerca segni, intuisce nuovi percorsi di espressione della malattia, sente il suo corpo costantemente sotto assedio e segretamente minaccioso. Così arriva a chiedere aiuto psicologico, in uno stato emotivo di paura e prostrazione e con continui pensieri intrusivi legati alla malattia.
Considerare questa manifestazione come "vissuto ipocondriaco" non è del tutto esatto. Chi ha avuto un tumore non sta “simulando” un pericolo: lo ha già incontrato, dentro il proprio corpo, nel punto esatto in cui prima c'era soltanto silenzio biologico. Il corpo, per chi non si è mai ammalato, è uno sfondo: si dà per scontato, si nota solo quando fa male in modo evidente. Dopo un tumore quello sfondo diventa figura permanente. Ogni sensazione dissonante smette di essere rumore di fondo e diventa un messaggio da decifrare, perché una volta il corpo ha davvero mentito: si sentiva sano ed era malato.
La letteratura sulla fear of cancer recurrence (Sophie Lebel e prima di lei Paul Salkovskis) descrive bene la componente cognitiva di questa condizione — l'intrusività dei pensieri, l'ipervigilanza, l'amplificazione somatosensoriale che rende ogni segnale corporeo più intenso e più sospetto di quanto sarebbe in altre persone. Su un piano psichico profondo, è avvenuta la perdita di un rapporto di fiducia con la propria “continuità corporea”, che non si ricostruisce accumulando rassicurazioni. Dire a chi ha questo vissuto che "il controllo è andato bene", che “non c’è bisogno di preoccuparsi” funziona per qualche giorno, poi il corpo ricomincia a mandare segnali che vengono interpretati come un nuovo allarme.
L’Io-pelle, secondo la metafora di Didier Anzieu, con le sue connotazioni di involucro psicofisico, contenimento e protezione, si è lacerato. Nella vita ordinaria è proprio questa barriera a decidere, senza che nessuno lo scelga consapevolmente, quali sensazioni meritano attenzione e quali possono essere ignorate. Un tumore che cresce senza sintomi manifesti è, in questi termini, un fallimento esemplare di quella barriera: non perché il confine corporeo reale sia stato bucato, ma perché la barriera psichica non ha avuto nulla da filtrare. Non c'è stato alcun segnale da respingere — ed è proprio questa assenza di allarme, scoperta a posteriori come inganno, a creare allarme.
Dal punto di vista psicodinamico, questo vissuto assomiglia alle condizioni di pazienti che hanno avuto esperienze precoci di disorganizzazione emotiva: un fallimento della fase simbiotica in cui la relazione madre-bambino è confine affidabile, barriera coesa contro gli stimoli di frammentazione, in quel sistema psicobiologico arcaico che è il bambino nelle prime fasi di vita.
La terapeuta che sta lavorando oggi con Maria si fa accompagnare da questa domanda: cosa significa stare in una stanza con qualcuno per cui la sicurezza del corpo non è più un presupposto ma un fallimento che lega il sospetto? In cui il corpo si impone in una oggettività confusa e urgente ed è più difficile da simbolizzare? In cui l’esperienza della malattia ha sconvolto tutti gli assetti di vita, personali e relazionali? Non si tratta tanto di correggere una percezione distorta, non si tratta solo di rassicurare. La traccia del lavoro clinico non è come restituire a Maria la fiducia di prima, ma come aiutarla a costruire una diversa percezione di sé, che preveda anche l’esperienza della frattura e del tradimento, in una nuova trama di senso.
Il Bonus Psiconcologia, promosso dalla Regione Lazio e gestito dall'Ordine degli Psicologi del Lazio, è un’importante iniziativa avviata a dicembre 2025 per garantire gratuitamente un sostegno psicologico ai pazienti oncologici e ai loro familiari.
L'attività clinica ha già consentito lo svolgimento di più di 8.500 colloqui psicologici. Il 65,5% dei beneficiari che ha concluso il primo ciclo ha richiesto l'attivazione di un secondo voucher, un dato che evidenzia l'importanza di garantire continuità al supporto offerto.
I risultati del questionario di gradimento di chi ha usufruito del servizio dimostrano un livello di soddisfazione molto elevato. L'iniziativa è stata apprezzata particolarmente per la sua semplicità, accessibilità ed efficienza. I risultati più significativi riguardano tuttavia l'esperienza del percorso psicologico, confermando la qualità del supporto psicologico ricevuto. Tra gli aspetti più valorizzati emerge la possibilità di offrire gratuitamente di un sostegno psicologico a persone che, in molti casi, non avrebbero potuto accedervi. L'esperienza ha contribuito a rafforzare il riconoscimento istituzionale della psiconcologia, anche grazie alla collaborazione con la Regione Lazio.
I dati del monitoraggio dei primi mesi confermano questi risultati, delineando un'iniziativa capace di garantire a un numero crescente di cittadini l'accesso gratuito a un percorso di sostegno psicologico attraverso una rete professionale ampia, qualificata e diffusa sul territorio.
Se vuoi far parte della rete di professionisti che partecipano all’iniziativa Bonus Psiconcologia, verifica su https://ordinepsicologilazio.it/bonus-psiconcologia se hai i requisiti richiesti e registrati.