CIA, le semplificazioni ottenute e i chiarimenti richiesti

Cosa è stato fatto, cosa è stato ottenuto, cosa stiamo chiedendo alla Regione. Prosegue l’impegno nel presidiare il tema e supportare la comunità professionale

La Comunicazione di Inizio Attività (CIA), così come configurata per le professioni sanitarie non mediche, è stata negli ultimi anni oggetto di crescente criticità nella sua applicazione alla professione psicologica.

La normativa era stata costruita su un modello prevalentemente “medico”, che non intercettava le differenze strutturali e le tipicità dell’esercizio della professione psicologica. Una professione che si caratterizza per una pluralità di modalità operative, che possono variare significativamente anche all’interno della stessa categoria professionale: attività svolte in studi individuali o condivisi, utilizzo degli spazi in turnazione con colleghi e colleghe, esercizio in contesti multiprofessionali anche con figure non sanitarie, fino alle modalità di lavoro da remoto.

Questa mancata considerazione della specificità professionale ha prodotto incertezze interpretative, letture difformi e un carico amministrativo non sempre proporzionato alla natura dell’attività svolta. Per chiarire e semplificare l’applicazione della normativa, l’Ordine ha riattivato, nell’ultimo anno, una collaborazione istituzionale stabile e costruttiva con la Regione, assumendo un ruolo attivo nel rappresentare le esigenze concrete della professione.

Questo percorso di confronto ha portato all’adozione della DGR Lazio n. 1247 del 18 dicembre 2025 che ha superato molte delle criticità segnalate e ha introdotto significativi interventi di semplificazione delle procedure anche distinguendo alcune fattispecie operative.

L’introduzione della nuova procedura telematica per la Comunicazione di Inizio Attività (CIA) frutto di un percorso di semplificazione promosso dalla Regione, di concerto con l’Ordine, ha rappresentato un passo importante verso una gestione più ordinata e uniforme dell’adempimento.

Tuttavia, nella fase di prima applicazione, la pluralità delle situazioni professionali ha evidenziato alcuni ambiti che necessitano di un completamento interpretativo, al fine di garantire un’applicazione pienamente coerente della normativa e tutelare i professionisti dal rischio di sanzioni.

Nelle ultime settimane l’Ordine ha raccolto e sistematizzato tali segnalazioni e, come preannunciato, ha trasmesso alla Regione Lazio una richiesta di chiarimenti finalizzata all’emanazione di una circolare esplicativa. Questa pagina ricostruisce il lavoro svolto, le semplificazioni introdotte a seguito del confronto con la Regione e le principali questioni che risultano tuttora aperte.

La semplificazione della procedura ottenuta

Il dialogo istituzionale, in un clima di collaborazione, ha condotto a una revisione significativa della procedura originaria, con una riduzione del carico burocratico e un maggiore ricorso all’autocertificazione.  Il confronto con la Regione Lazio ha consentito di superare alcune rigidità della procedura precedente. In particolare, la nuova CIA:

  • introduce una modalità di invio telematica e unico destinatario;
  • consente di comunicare anche variazioni e cessazioni dell’attività;
  • è incentrata sul singolo professionista (o sulla singola associazione/stp), eliminando l’obbligo di dichiarare o documentare la posizione amministrativa di altri soggetti presenti nei medesimi locali;
  • elimina la dichiarazione relativa alla redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR);
  • semplifica in modo significativo la documentazione da allegare, eliminando l’obbligo di planimetria asseverata (che avrebbe comportato ingenti costi a carico dei professionisti) e di allegazione del titolo di possesso dell’immobile;
  • introduce la possibilità di rotazione degli spazi tra le stesse professioni (prima non consentita);
  • introduce la possibilità di svolgere prestazioni saltuarie e occasionali presso sedi diverse senza presentare una CIA per ogni singolo luogo.

La richiesta di circolare esplicativa

Per evitare risposte frammentate e favorire un’applicazione uniforme della normativa, l’Ordine ha quindi sistematizzato le principali casistiche emerse e ha recentemente trasmesso alla Regione Lazio una richiesta formale di circolare esplicativa che faccia luce sui seguenti ambiti ancora poco chiari. 

  • Requisiti degli studi professionali delle professioni sanitarie non mediche.
  • Studi professionali singoli inseriti in spazi condivisi.
  • Esercizio dell’attività presso la propria abitazione (uso promiscuo).
  • Utilizzo di spazi professionali tramite contratti di servizio.
  • Presenza di professionisti sanitari e non sanitari nella stessa unità immobiliare.
  • Esercizio dell’attività esclusivamente in modalità online.
  • Esercizio dell’attività esclusivamente a domicilio dei pazienti.
  • Esposizione della CIA per comunicazioni già inviate.
  • Comunicazione della cessazione dell’attività.
  • Attività svolta presso strutture sanitarie private già autorizzate (poliambulatori).

La richiesta di una circolare esplicativa risponde all’esigenza di consolidare le interpretazioni già emerse nel confronto istituzionale e chiarire ulteriormente i profili che presentano ancora margini di incertezza, al fine di garantire un’applicazione uniforme della normativa ed evitare che, nel tempo, possano affermarsi letture difformi o non corrette da parte dei soggetti chiamati ad applicarla, in particolare le Aziende Sanitarie Locali.

Una volta acquisiti i chiarimenti richiesti, l’Ordine organizzerà un webinar di restituzione, finalizzato a condividere gli aggiornamenti e fornire indicazioni operative alla comunità professionale.

Un lavoro che prosegue, con il contributo di tutta la comunità professionale

L’Ordine continuerà a raccogliere i quesiti che emergeranno dall’esperienza concreta dei professionisti, a sistematizzarli e a rappresentarli nuovamente alla Regione nelle sedi istituzionali competenti.

Per favorire una gestione ordinata delle richieste, si invita la comunità professionale a consultare preventivamente le FAQ già pubblicate, che costituiscono il primo riferimento informativo e vengono aggiornate sulla base dei chiarimenti disponibili.

Si chiede inoltre di evitare l’invio di quesiti la cui risposta è già presente nelle FAQ o che riguardano tematiche che, come illustrato in questa pagina, sono state formalmente sottoposte alla Regione e per le quali si è in attesa di riscontro.

Una collaborazione consapevole è essenziale per consentire all’Ordine di svolgere in modo efficace il proprio ruolo di presidio e di interlocuzione istituzionale. Una frammentazione delle comunicazioni, con l’invio di richieste identiche da parte di migliaia di professionisti, rischierebbe infatti di rallentare il lavoro complessivo e di ridurne l’efficacia.