ASL Roma 1, accolto il ricorso dell’Ordine

Il Tribunale ordina la riapertura ai Dirigenti Psicologi della selezione per la Direzione UOC NPIA. L’Ordine interviene anche sull’avviso per la UOC Dipendenze

Il Tribunale di Roma ha accolto il ricorso cautelare promosso dall’Ordine degli Psicologi del Lazio contro la ASL Roma 1 e ha ordinato di riaprire ai Dirigenti Psicologi i termini della selezione per il conferimento dell’incarico quinquennale di Direttore della U.O.C. Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

L’avviso, indetto dalla ASL Roma 1 nell’aprile 2026, prevedeva tra i requisiti di ammissione il possesso della laurea in Medicina e Chirurgia, l’iscrizione all’Ordine dei Medici e una specifica anzianità nella disciplina di Neuropsichiatria Infantile, escludendo di fatto dalla procedura i Dirigenti Psicologi. 

Contro questa esclusione l’Ordine ha promosso ricorso al Tribunale di Roma, sostenendo il diritto dei Dirigenti Psicologi in possesso dei requisiti professionali a partecipare alla selezione.

Con il provvedimento del 24 settembre 2026, il Tribunale ha accolto la domanda cautelare, riconoscendo alcuni dei principi che l’Ordine sostiene da tempo nella propria azione di tutela della professione. Il giudice ha riconosciuto il carattere multiprofessionale della struttura e ha rilevato l’assenza di una preclusione normativa generale all’attribuzione dell’incarico di direzione a una professionalità del ruolo sanitario diversa da quella medica. Ha inoltre valorizzato la natura prevalentemente gestionale e organizzativa della funzione direttiva. 

È proprio su questi presupposti che l’Ordine ha fondato negli anni numerosi interventi a tutela dei Dirigenti Psicologi: la presenza di competenze mediche all’interno di una struttura non comporta, di per sé, che la sua direzione debba essere necessariamente riservata alla dirigenza medica, quando le caratteristiche della struttura e dell’incarico consentono l’accesso anche ad altre professionalità sanitarie.

Il Tribunale ha quindi accertato, allo stato, l’illegittimità dei requisiti dell’avviso nella parte in cui impediscono la partecipazione dei Dirigenti Psicologi e ha ordinato alla ASL Roma 1 di riaprire i termini della procedura, consentendo agli Psicologi interessati e iscritti all’Albo di presentare domanda.

Una questione che riguarda anche i nuovi assetti organizzativi

La vicenda si inserisce in un quadro più ampio, sul quale l’Ordine continua a esercitare un’attenta azione di vigilanza e tutela.

Con la DGR n. 310 del 2 maggio 2024, la Regione Lazio ha approvato nuove linee di indirizzo per l’adozione degli Atti di autonomia aziendale delle Aziende sanitarie. Tra le novità è stata introdotta la denominazione di “Dipartimento Integrato di Salute Mentale, Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza e delle Dipendenze Patologiche”.

Una modifica che non assume un significato esclusivamente nominale. L’esplicito riferimento alla Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, anziché alla più ampia area della salute mentale dell’età evolutiva, rischia infatti di favorire l’identificazione di servizi intrinsecamente multidisciplinari con una specifica disciplina medica e, conseguentemente, di restringere alla sola dirigenza medica l’accesso ai relativi incarichi di direzione.

Il recente avviso della ASL Roma 1 mostra concretamente questo rischio: una struttura che opera nell’ambito della salute mentale dell’infanzia e dell’adolescenza è stata ricondotta, ai fini della selezione del Direttore, alla sola disciplina medica della Neuropsichiatria Infantile, con la conseguente esclusione dei Dirigenti Psicologi.

Il pronunciamento ottenuto dall’Ordine assume quindi un significato che va oltre la singola procedura: riafferma, sia pure in questa fase cautelare, la necessità di considerare la natura effettiva delle strutture e delle funzioni esercitate, evitando automatismi che finiscano per escludere professionalità che ne costituiscono parte integrante.

L’Ordine interviene anche sulla U.O.C. Dipendenze

Quello sulla U.O.C. Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza non è l’unico intervento che, nelle ultime settimane, ha riguardato procedure della ASL Roma 1. L’Ordine ha infatti chiesto la sospensione e la rettifica anche dell’avviso pubblico per il conferimento dell’incarico quinquennale di Direttore della U.O.C. Dipendenze, pubblicato sul B.U.R. Lazio n. 66 del 18 agosto 2026.

Anche in questo caso, l’avviso individua esclusivamente discipline mediche e richiede, tra i requisiti di ammissione, la laurea in Medicina e Chirurgia e l’iscrizione al relativo Albo professionale, determinando l’esclusione dei Dirigenti Psicologi dalla procedura. 

Una previsione che appare difficilmente conciliabile con le caratteristiche che la stessa ASL attribuisce alla struttura. L’avviso fa infatti riferimento ad attività svolte attraverso interventi spesso multidisciplinari e caratterizzati da una forte integrazione sociosanitaria. 

In coerenza con la linea di tutela sostenuta dall’Ordine, è stata quindi trasmessa alla Direzione generale della ASL Roma 1 un’istanza-diffida con cui è stato chiesto di rettificare l’avviso e riaprire i termini, includendo i Dirigenti Psicologi tra i possibili partecipanti alla selezione. In assenza di una rettifica da parte dell’Azienda, l’Ordine è pronto a proseguire la propria azione di tutela anche in sede giudiziaria.

Una linea di tutela che viene da lontano

I due interventi nei confronti della ASL Roma 1 si inseriscono in una lunga attività di tutela della professione portata avanti dall’Ordine, anche in sede giudiziaria, per garantire ai Dirigenti Psicologi l’accesso agli incarichi di direzione delle strutture complesse del Servizio sanitario.

Le iniziative promosse negli anni dall’Ordine degli Psicologi del Lazio hanno contribuito all’affermazione e al consolidamento di principi giurisprudenziali che oggi costituiscono un riferimento per la professione, in particolare rispetto alla possibilità per i Dirigenti Psicologi di accedere alla direzione di strutture a carattere multidisciplinare.

Il provvedimento del Tribunale di Roma si colloca dunque in un percorso di tutela già segnato da numerosi interventi. L’ultima conferma, prima della decisione sulla ASL Roma 1, è arrivata nel 2026 con la vicenda della ASL di Rieti, dove il ricorso promosso dall’Ordine contro l’esclusione dei Dirigenti Psicologi dalla selezione per la direzione della U.O.C. di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza ha ottenuto un pronunciamento favorevole.

Una continuità di interventi che testimonia il ruolo svolto dall’Ordine nella tutela delle competenze e delle possibilità di accesso dei Dirigenti Psicologi agli incarichi di responsabilità del Servizio sanitario.

L’Ordine continuerà a intervenire ogni volta che procedure di selezione per incarichi di direzione introducano limitazioni all’accesso dei Dirigenti Psicologi non giustificate dalle caratteristiche e dalle funzioni delle strutture interessate.

L’Ordine continuerà a seguire gli sviluppi delle vicende e a informare sugli eventuali aggiornamenti.