21 giugno 2026. Una data importante per l'Ordine degli Psicologi del Lazio a tutela della professione. Il Tribunale di Rieti, ha accolto il ricorso promosso dall'Ordine contro l'esclusione dei dirigenti psicologi dalla procedura selettiva per il conferimento dell'incarico di Direttore della Unità Operativa Complessa (UOC) di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza della ASL di Rieti.
L'avviso pubblico per la direzione di una UOC che si occupa della presa in carico di bambini e adolescenti e/o persone in età evolutiva con problematiche neuropsichiatriche, psicologiche e dello sviluppo, riservava la partecipazione ai soli medici, nonostante la natura multidisciplinare della struttura e il ruolo centrale svolto dagli psicologi nei percorsi di valutazione, cura e presa in carico dei minori e delle loro famiglie.
Accogliendo la domanda cautelare dell'Ordine, il Giudice del Lavoro ha ritenuto sussistenti i presupposti per intervenire in via d'urgenza, evidenziando come gli psicologi rappresentino una componente essenziale dell'équipe multiprofessionale della struttura e come non vi siano disposizioni normative che ne precludano l'accesso agli incarichi di direzione delle strutture complesse nell'ambito della salute mentale.
Nell'Ordinanza viene inoltre sottolineato che la direzione di una struttura complessa costituisce un incarico prevalentemente gestionale e organizzativo e che l'articolo 4 del DPR 484/1997 non impone che la selezione per la guida di strutture multidisciplinari sia riservata ad una sola categoria professionale. Al contrario, gli psicologi sono espressamente ricompresi tra le professioni sanitarie del Servizio sanitario nazionale e tra le categorie professionali che possono accedere agli incarichi dirigenziali previsti dalla normativa vigente.
Accogliendo le ragioni dell'Ordine, il Giudice del Lavoro ha riconosciuto che non esistono disposizioni normative che escludano gli psicologi dall'accesso agli incarichi di direzione delle strutture complesse nell'ambito della salute mentale. Il Tribunale ha inoltre richiamato consolidati orientamenti giurisprudenziali, sviluppatisi anche grazie alle iniziative di tutela promosse dall'Ordine degli Psicologi del Lazio, che riconoscono agli psicologi il diritto di concorrere alla guida delle strutture multidisciplinari del Servizio sanitario nazionale.
Alla luce di tali considerazioni, il Tribunale ha disposto la riapertura dei termini per la presentazione delle domande, l'ammissione con riserva dei laureati in psicologia iscritti all'Albo e l'obbligo per la ASL di Rieti di consentire la loro partecipazione alla procedura selettiva, sospendendo gli effetti della procedura nella parte in cui ne impediva l'accesso.
«Questa Ordinanza rappresenta un importante riconoscimento, in sede cautelare, delle ragioni sostenute dall'Ordine e del valore del contributo professionale degli psicologi all'interno del Servizio sanitario nazionale», dichiara la Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi del Lazio e Coordinatrice della Commissione Tutela, Vera Cuzzocrea. «Il provvedimento riafferma un principio fondamentale: nelle strutture caratterizzate da una reale integrazione di competenze professionali non possono essere introdotte esclusioni aprioristiche che limitino l'accesso degli psicologi agli incarichi di responsabilità. Questo risultato si inserisce in un percorso di tutela che l'Ordine porta avanti da anni, con determinazione e continuità, per garantire il pieno riconoscimento delle competenze della professione psicologica all'interno del sistema sanitario».
«Accogliamo con soddisfazione questa decisione del Tribunale di Rieti», afferma la Presidente dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, Paola Medde. «L'Ordinanza conferma la solidità delle argomentazioni sostenute dall'Ordine e si colloca in una linea giurisprudenziale che negli anni ha progressivamente riconosciuto il ruolo degli psicologi nelle strutture multidisciplinari e nelle funzioni di direzione. Continueremo a intervenire ogni volta che sarà necessario per tutelare i diritti della categoria, promuovere il rispetto delle norme e garantire che le competenze professionali degli psicologi siano adeguatamente valorizzate nell'interesse dei servizi e dei cittadini».
La decisione del Tribunale di Rieti non rappresenta un episodio isolato, ma si inserisce in un percorso di tutela che l'Ordine degli Psicologi del Lazio porta avanti da anni, sia sul piano istituzionale sia in sede giudiziaria, per affermare il pieno riconoscimento del ruolo degli psicologi nel Servizio sanitario nazionale e garantire il rispetto dei principi di pari opportunità nell'accesso agli incarichi di responsabilità.