Quando optare per una STP

Perché e quando preferire ad uno studio professionale individuale o una Associazione tra professionisti la creazione di una Società tra Professionisti

La prestazione professionale, anche se esercitata in forma di società o di associazione professionale, è una prestazione “protetta” ossia non esercitabile senza l’iscrizione allo specifico albo professionale; ne risulta che il rapporto col paziente deve seguire rigorosamente il dettato degli artt. 2229 e seguenti del codice civile.

In particolare, il professionista deve eseguire personalmente l’incarico assunto, ricordando che le attività di servizi si basano su un importante fattore di intuitus personae e che il professionista resta comunque responsabile personalmente della prestazione effettuata.

Oltre a quanto già riportato, dal punto di vista della responsabilità patrimoniale, vi è una profonda differenza tra l’associazione professionale e la STP.

Infatti:

  • In caso di un associazione professionale, ogni professionista risponde con l'intero patrimonio personale delle obbligazioni assunte per l’attività dell’associazione;
  • nel caso invece di una STP si ha una separazione tra quello che è il patrimonio sociale e quello personale dei soci. I creditori possono, infatti, rivalersi solo sul patrimonio sociale, in quanto i soci rispondono solo per le rispettive quote sottoscritte. Il fallimento della società non causa il fallimento del socio.

Considerazioni in ordine al regime di tassazione

In base all’articolo 5, del TUIR lo studio associato produce reddito di lavoro autonomo che viene poi tassato in capo ai soci come reddito di partecipazione. La tassazione segue il criterio di cassa. Il reddito professionale viene poi attribuito ai soci e tassato in capo ad essi con il versamento dell’Irpef. I compensi sono soggetti a ritenuta d’acconto che poi viene attribuita ai soci.

Per le STP trova applicazione l’art. 6, ultimo comma, sia l’art. 81 del TUIR, per effetto delle quali il reddito complessivo delle società da qualsiasi fonte provenga, è considerato reddito di impresa

Ai fini della qualificazione del reddito prodotto dalle STP, non assume alcuna rilevanza, pertanto, l’esercizio dell’attività professionale, risultando a tal fine determinante il fatto di operare in una veste giuridica societaria.

La diversa connotazione del reddito non è di poco conto.

Il reddito d’impresa è improntato sul principio di competenza in base al quale il reddito professionale (differenza tra i costi e i ricavi professionali) è tassato nel periodo di imposta a cui si riferisce, indipendentemente dal momento in cui gli incassi ed i pagamenti si verificano.

Il reddito determinato con il criterio di cassa, al contrario, è tassato nel periodo d’imposta in cui in cui gli incassi ed i pagamenti si verificano.

Ai fini dell'imposta IRAP sia al professionista sia alla società viene imputata un'aliquota del 3,9%, anche se con diversa base imponibile. Per semplicità, nei nostri esempi verrà considerata uguale.

Ai fini dell'imposta sul reddito, Il reddito del professionista proveniente dall’associazione, viene tassato, in base agli scaglioni IRPEF, che attualmente sono i seguenti:

IRPEF 2022: le nuove aliquote

Scaglioni IRPEF 2022 Aliquota IRPEF 2022
fino a 15.000 euro 23%
da 15.001 fino a 28.000 euro 25%
da 28.000 fino a 50.000 euro 35%
da 50.000 in poi 43%

 

Il reddito della STP (sia essa SRL che SPA) viene attualmente tassato ad un'aliquota fissa del 24,00%.

Nel caso in cui l'intero reddito venga reinvestito in Società, esso non subirà alcuna altra tassazione; in caso di distribuzione, una parte del dividendo (58,14% con il D.M. 25.07.17) verrà tassata in capo al professionista percettore degli utili, secondo il rispettivo scaglione di reddito, se persona fisica.


Considerazioni in merito agli adempimenti amministrativi

Gli adempimenti amministrativi sono più gravosi nella STP, rispetto all’associazione professionale, per l'obbligo di dare maggiore pubblicità ai fatti gestionali della società.

La maggiore pubblicità è posta infatti a tutela dei terzi, ai quali viene opposta per legge la responsabilità limitata dei soci. Per questo motivo le STP devono annualmente depositare il bilancio di esercizio redatto secondo lo schema CEE, corredato delle opportune relazioni predisposte dall'organo amministrativo e dall'assemblea dei soci.

Questa maggiore complessità degli adempimenti si traduce in un maggiore costo amministrativo, cui si aggiungono maggiori oneri tributari (tassa annuale C.C.I.A.A. più elevata, obbligo di versare la tassa di vidimazione dei libri sociali pari ad Euro 310 c.ca annui, etc.).


Esempio di convenienza di costituzione di una STP

Vediamo ora qualche simulazione per verificare la convenienza della costituzione di una STP ipotizzando varie situazioni.

Caso 1

Nel primo caso confrontiamo la tassazione in capo alla stp unipersonale con quella in capo alla persona fisica, dopo aver ricevuto la propria quota di utile dalla associazione professionale a cui appartiene. Ipotizziamo uno psicologo con un utile fiscale di 30.000 euro. Supponiamo per semplicità, che non si abbiano altri redditi e che non vi siano detrazioni e deduzioni da calcolare. Per lo stesso motivo, anche i contributi ENPAP, non sono esposti.

Calcolo di convenienza
  STP unipersonale  Associazione Professionale 
Ricavi  150.000,00  150.000,00 
Costi ordinari  - 120.000,00  - 120.000,00 
Utile ante imposte  30.000,00  30.000,00 
IRAP  (3,9%)   - 1.170,00  - 1.170,00 
Utile trasferito al socio - 28.830,00 
IRES (24%) - 7.200,00   
IRPEF (Scaglioni) (aliq. Media 24,25%)    - 6.990,50 
Utile Netto  21.630,00  21.839,50 
Dividendo distribuito  21.630,00  -
Dividendo tassabile (58,14%)  12.575,68  -
Tassazione IRPEF (aliq.media 23%)  2.892,00   
Reddito netto 18.738,00  21.839,50 

 

Con un reddito di 30.000 euro, ed un utile interamente distribuito, il risparmio in favore del singolo professionista è pari a 3.101,50  euro.

Caso 2

Se il fatturato dovesse aumentare, e si decidesse di lasciare una percentuale nella società, come riserva societaria, la convenienza penderebbe per la STP. E’ molto importante definire la propria capacità di spesa e sostentamento, nella valutazione di questa percentuale, in quanto per valori maggiori, risulterà anche maggiore il relativo risparmio. Così come è evidenziato nel seguente esempio, con un’ipotesi di distribuzione dell’utile pari al 60%.

Calcolo di convenienza
  STP unipersonale  Associazione Professionale 
Ricavi  280.000,00  280.000,00 
Costi ordinari  - 155.000,00  - 155.000,00 
Utile ante imposte  125.000,00  125.000,00 
IRAP  (3,9%)   - 4.875,00  - 4.875,00 
Utile trasferito al socio - 120.125,00 
IRES (24%) - 28.830,00   
IRPEF (Scaglioni) (aliq. Media 24,25%)    - 44.553,75 
Utile Netto  91.295,00  75.571,25 
Dividendo distribuito 60% 54.777,00  -
Dividendo tassabile (58,14%)  31.847,35  -
Tassazione IRPEF (aliq.media 23%)  8.046,57  
Reddito netto 83.248,43  75.571,25 

 

In questo caso il risparmio a favore della società è pari ad euro 7.677,18.

I vantaggi consistenti nell’opportunità di costituire una STP sono riconducibili essenzialmente al tema della responsabilità limitata, ed ai vantaggi fiscali (soprattutto a redditi elevati).
I vantaggi fiscali aumentano sempre di più nella misura in cui non si distribuiscono tutti i dividendi.
E’ possibile spalmare nel tempo i versamenti d’ imposte programmando la distribuzione dei dividendi secondo le necessità personali: distribuire dividendi in caso bisogno di liquidità.

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